Varietà INVIDIA
L’indivia è un tipo di insalata con forma a cespo di colore bianco-verde o verde-giallo (dipende dalla varietà).
Il suo nome scientifico è Cichorium endivia ed appartiene alla famiglia delle Asteracee.
E’ un ortaggio che si trova soprattutto in autunno – inverno ed è tipico del Mediterraneo anche se le diverse tipologie di indivia maturano in tempi differenti, questa verdura è in realtà disponibile durante tutto l’anno.
In Italia viene ampiamente consumata sia cruda (insalata) sia cotta (lessata, alla romana farcita, ecc).
Dall’azione antiossidane e diuretica,
17 calorie per 100 gr di prodotto.
- 93,79 gr di acqua;
- 3,35 gr di carboidrati (di cui 0,25 gr di zuccheri);
- 3,2 gr di fibre alimentari;
- 1,25 gr di proteine;
- 0,2 gr di grassi (di cui 0,087 gr di polinsaturi, 0,048 gr di saturi e 0,004 di monoinsaturi).
Tra i sali minerali più abbondanti troviamo: potassio (314 mg), calcio (52 mg), fosforo (28 mg), sodio (22 mg), magnesio (15 mg) e ferro (0,83 mg).
La componente vitaminica è rappresentata dalle vitamine: A, B (B1, B2, B3, B5, B6), C, J, K, E e folati. Le vitamine maggiormente rappresentate sono la A, C, J, e K.
L’indivia è anche ricca di antiossidanti come il beta-carotene (pigmento carotenoide).
E’ un’ottima alleata del sistema immunitario, grazie al suo elevato contenuto di vitamina C.
Nello specifico, 100 gr di prodotto coprono quasi il 100% del fabbisogno di vitamina C e di fibre.
La vitamina C è una potente vitamina idrosolubile antiossidante.
È necessaria per la sintesi del collagene, una proteina strutturale necessaria per mantenere l’integrità dei vasi sanguigni, pelle ed ossa.
Il consumo regolare di cibi ricchi di vitamina C aiuta a sviluppare una resistenza contro le infezioni virali rinforzando i globuli bianchi, accelera la guarigione delle ferite e contrasta lo stress ossidativo dovuto ai radicali liberi.
La ricchezza della fibra alimentare favorisce il transito intestinale. Inoltre, le fibre presenti in quest’ortaggio contribuiscono a ridurre la glicemia ed il colesterolo cattivo (LDL) nei pazienti obesi e diabetici.
L’indivia è anche un’ottima fonte di vitamina K che svolge un’importante azione antiemorragica favorendo la coagulazione del sangue. La vitamina K aiuta inoltre a proteggere le ossa dalle fratture, aiuta a prevenire la perdita ossea, la calcificazione delle arterie e previene il cancro al fegato e alla prostata.
L’abbondanza d’acqua e di potassio conferiscono all’indivia un potere diuretico.
E’ estremamente versatile in cucina, poichè può essere consumata sia cruda sia cotta.
Può essere bollita, saltata in padella, stufata o grigliata (soprattutto la tipologia belga).
Quando cotta alla griglia, per esaltare maggiormente il suo sapore, è ideale condirla con un filo di olio evo, pepe ed un pizzico di prezzemelo tritato. Si accompagna benissimo con ingredienti come acciughe, peperoncino, olive, aglio e formaggio grattugiato. L’indivia può essere anche abbinata a mele ed agrumi ed utilizzata nelle zuppe e nelle torte salate.
Prima di acquistare l’indivia accertatevi che i bordi non siano anneriti e che il cespo sia di un bel colore brillante e non risulti appassito. Le foglie devono essere fresche, carnose e croccanti. Quesa verdura si può conservare in frigorifero per circa 5 giorni (avvolta nella carta assorbente); se cotta, invece, la conservazione può prolungarsi fino ad un massimo 7 giorni.
Ad oggi non sono note controindicazioni legate al consumo dell’indivia, a meno che non si soffra di un’allergia specifica a questo ortaggio.
Invidia SCAROLA BIANCA

(latifolium): caratterizzata da un cespo a rosetta formato da foglie allungate di colore verde chiaro o scuro. Il margine fogliare è intero o dentato e la nervatura è marcata e di colore bianco. Le varietà autunnali formano cespi più voluminosi, aperti e con foglie lunghe; mentre quelle invernali sono di dimensioni più contenute e hanno foglie più corte e cespi chiusi. Alcune tipologie: l’indivia di Bergamo e Radicchia di Lucca.
Invidia RICCIA

(crispum): insalata di tipo invernale con foglie larghe, margine irregolare e di colore verde chiaro, bianco e giallo. La consistenza è croccante e sapore amarognolo. Numerose sono le varietà suddivise in precoci e tardive. Delle prime fanno parte la Riccia d’Italia, la Romanesca, la Cuor d’oro e la Mantovana. Tra quelle tardive annoveriamo la Riccia d’inverno e la Rossa di Moncalieri (a costa bianca o costa rosa).
Cicoria BELGA

(cicoria di Bruxelles): una tipologia che si ottiene mediante un particolare processo di forzatura o artefazione. Prende il nome dalla città di Bruxelles in cui, nel XIX secolo, avvenne casualmente la sua scoperta. Un contadino lasciò le radici di indivia in una cantina e queste germogliarono con foglie nuove, quasi del tutto bianche. Successivamente questa varietà venne migliorata da un botanico e poi commercializzata per la prima volta in Francia. Le sue foglie bianche derivano dalla crescita al buio dei germogli.
